I migliori vini italiani di Luca Maroni

Grande successo di pubblico per l’edizione 2020 della manifestazione nazionale I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni. Oltre 5000 i biglietti venduti, numerosi i buyer e gli operatori di settore venuti a scoprire le 140 cantine e le 800 etichette alla mescita che hanno dato origine a ben 50.000 brindisi.
Entusiasmo per le premiazioni ai produttori e per i riconoscimenti conferiti ai vini, ai quali si sono succeduti attività, degustazioni, laboratori, assaggi, sperimentazioni e progetti che guardano al futuro dell’ambiente culturale vitivinicolo italiano.

Si è conclusa lo scorso 16 febbraio, con un ottimo successo di pubblico, la XXI edizione de I Migliori Vini Italiani che ha visto salire sul palco del Salone delle Fontane dell’Eur le eccellenze vitivinicole italiane, decretate dalla XXIX° Edizione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani.

Luca Maroni ha posto l’attenzione sullo stato di splendida forma del comparto vinicolo italiano, protagonista delle migliori produzioni degli ultimi 40 anni, ed esaltato il lavoro dei produttori vitivinicoli che sono giunti ai massimi livelli. “La vendemmia 2019 è stata di grande qualità, anche se non abbondantissima in quantità. I vini presenti nell’annuario 2020 sono vini del 2018 e 2017 di qualità eccezionale, in particolare i rossi del 2017, i migliori dal 1985. Il vino in questi anni sta assumendo sempre di più un valore intrinseco qualitativo, con uve sempre più ricche e sempre meglio trasformate enologicamente dai produttori. La parola d’ordine è: profumo, profumo, profumo! Si berrà sempre più con il naso, perché a fare la differenza sono già gli aromi e i sentori che assumono una consistenza quasi palpabile.”

Sul palco sono saliti, tra gli altri, Bruno Vespa, Gian Marco Centinaio (già Ministro delle Politiche Agricole e Forestali), Luigi Pocaterra e Renato Brunetta, questi ultimi premiati anche per i loro vini d’eccellenza, creati con la passione propria dei produttori.

i migliori vini di luca maroni
i migliori vini di luca maroni

 

 

Degustazioni guidate

Nel corso della kermesse Luca Maroni ha condotto gli ospiti, attraverso le degustazioni guidate e i laboratori sensoriali, alla scoperta dei migliori vini in degustazione secondo il suo inequivocabile metodo, che ha mostrato in modo immediato, intuitivo e privo di sovrastrutture, come il vino rivela la ricchezza, l’equilibrio (o armonia fra i componenti) e l’integrità, cioè la mancanza di difetti di trasformazione. Questa XXI° edizione ha dunque visto la riscoperta delle nostre radici più ancestrali, fino all’evoluzione attuale: di pari passo con la cultura è infatti cresciuta anche la raffinatezza, la pienezza e la profondità del vino.

I laboratori

Grande partecipazione di pubblico hanno avuto attività e laboratori guidati da sua sorella Francesca Romana Maroni, CEO dell’azienda, che hanno visto protagonisti il vino e le più particolari produzioni agroalimentari. Con lei il Prof. Sergio Bellanza, Presidente dell’Accademia delle Arti Erboristiche, ha raccontato le erbe, le loro suggestioni olfattive nel vino e come, nei secoli, sono state recuperate le antiche tradizioni delle civiltà del Mediterraneo, che utilizzavano il vino abbinato alle erbe aromatiche e mediche per produrre profumatissimi “enoliti”, cioè pozioni alcoliche e curative.

Gli altri protagonisti dei laboratori condotti da Francesca Maroni, sono stati Franco Franciosi, chef patron di Mammaròssa, che ha dato vita a “Quote”, progetto di catalogazione dei prodotti abruzzesi in base all’altitudine, dal mare alle vette degli Appennini; Riccardo Pepe, chef del Donna E Bistrot – Elizabeth Unique Hotel Rome, che ha raccontato il suo metodo di preparazione del pane, alimento unico e ancestrale; Mattia Michelangeli di Eden Lab, che ha mostrato la preparazione degli arancini; Antonello Egizi, Maestro affinatore di formaggi, insieme a Silvia Carpane, titolare del gin bar Romano Buseto. E, per finire, le Chicche della Tuscia.

Numerosi gli appassionati di arte e cibo che hanno partecipato al laboratorio “Bollicine d’Arte”, tra colori, pennelli, tele e calici di vino, immergendosi nelle sfumature e sorseggiando prestigiose etichette.

A Cena con Luca Maroni

Dopo il successo dello scorso anno sono tornate le imperdibili degustazioni A CENA CON LUCA MARONI, guidate dai piatti degli Chef Mirko Gessi e Simone Loi e abbinate ai vini selezionati. Appuntamenti speciali ed esclusivi in quattro portate, abbinate ad almeno sette vini selezionati e presentati da Luca Maroni.

Lo Chef Mirko Gessi ha deliziato gli ospiti con uno squisito filetto di branzino d’amo sfumato ai lamponi in panure di semi croccanti e zenzero, mentre Simone Loi ha proposto la guancia di vitello cotta a bassa temperatura con verdure caramellate.

“Per la prima cena degustazione, ho proposto un piccolo assaggio della bella stagione, con piatti leggeri dai sapori freschi e con un grande gioco di consistenze”, racconta Gessi.

Tradizione romana, gusto e salute è il filo conduttore dei miei piatti, unito alle nuove tecniche di cottura e il rispetto per la materia prima e per le eccellenze vitivinicole”, ha invece sottolineato Loi.

Ad animare la manifestazione sono state, inoltre, le performance musicali curate della Francigena in Jazz e Swing. Il gruppo Viglione, Creni, Gattone, con un repertorio di jazz e brani della tradizione manouche, nello stile di Django Reinhardt.

Ma i principali protagonisti sono stati ovviamente i produttori vitivinicoli, che hanno proposto e raccontato le loro etichette lungo tutti i quattro giorni della kermesse.

“Ho seguito con costanza tanti produttori – racconta Luca Maroni – e sono stato felice di vedere che molti hanno compiuto grandi investimenti e studi per produrre vini sempre migliori. Mi sono trovato a far loro i complimenti per il notevole lavoro svolto. Hanno dato vita a prodotti di grande valore che ho avuto il piacere di commentare e valutare. Ma la cosa più bella è stata il loro entusiasmo, che cresce ogni anno di più.”

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