Settimo

Settimo è la riserva di lussureggiante bellezza posta sul Rooftop del Sofitel Roma Villa Borghese. Incorniciato da un’emozionante vista sulla città eterna, offre una cucina ricercata ma sempre autentica, attenta al benessere e al gusto, fortemente radicata nella tradizione laziale. Dalla prima colazione al light lunch, dall’aperitivo al tramonto alle suggestive cene, qui ogni momento sarà al Settimo cielo.

Stile francese e design contemporaneo dai motivi tropicali contraddistinguono Settimo – Roman Cuisine & Terrace, fantastico luogo dove si intrecciano frizzanti icone di esuberanza e benessere: la sempreverde essenza delle Vacanze romane e il modernismo dell’accoglienza contemporanea.

Oasi urbana nata dal rinnovato desiderio di ritrovare gli elementi di una vitalità perduta, lontana dal minimalismo e dal rigore monocromatico di linee assolute e perfette. L’aria che vi si respira è energica, nutrita da motivi tropicali e arborei, fantasie floreali che impreziosiscono tessuti e cuscini. Tavoli smaltati, lampade di ottone, preziosi velluti, qui, dalla mattina fino a tarda sera, confortevoli poltroncine colorate accolgono una clientela romana e internazionale.

La voglia di un rifugio dal caos metropolitano, di essere circondati da una vegetazione selvaggia dal sapore esotico, sfocia infatti in uno stile avvolgente. La natura è la vera protagonista e si compenetra con la vista senza confini dell’ampia terrazza. Lo sguardo libero di vagare tra cupole maestose e palazzi storici, grazie alle ampie vetrate che incorniciano la sala.

Ambienti mutevoli che ci riportano al rapporto tra natura e uomo, diventando simbolo della generosità tutta italiana. Il bianco delle pareti rappresenta invece l’eleganza contenuta di stampo francese, frutto di una recente ristrutturazione che ha coinvolto l’intero hotel.

Bellezza a tutto tondo e cucina appetitosa servita tra colori intensi e marmi policromi. Un intenso legame con la città reso ancora più forte dalla cucina dell’Executive Chef Giuseppe D’Alessio, improntata sulla tradizione gastronomica del territorio laziale, declinata su menu stagionali e piatti realizzati con il giusto tocco di tecniche contemporanee.

Il cocktail bar fa da contraltare, grazie alle raffinate visioni di Franco Bongiovanni, barmanager con lunga esperienza all’estero che, attraverso una carta di signature cocktail originali, racconta una mixology che esalta i profumi e i sapori dei drink tradizionali.

Da Settimo, l’ospite è accolto secondo la tradizione dell’antica osteria di cultura romana, luogo di ritrovo e di scambio, di chiacchiere, di relax e gusto.

settimo

La proposta gastronomica

Territorialità e stagionalità sono le parole chiave della proposta gastronomica di Settimo. L’obiettivo dello chef Giuseppe D’Alessio e della sua brigata è quello di lasciare un ricordo indelebile nella memoria, raccontando Roma e il Lazio attraverso il cibo e le materie prime, che sono rigorosamente selezionate e controllate per rispondere ai più alti livelli di piacevolezza, sapore ed eccellenza.

I piatti in menu sono semplici e insieme creativi, realizzati con pochi ingredienti e senza lunghe preparazioni, in modo che il piatto ne esca valorizzato e riconoscibile.

Profumi e sapori sono infatti sempre schietti e genuini, sapientemente uniti per valorizzare le proprietà e le caratteristiche di ciascun prodotto, rigorosamente fresco.

Il menu si differenzia tra pranzo e cena ma sempre con un’attenzione particolare alle esigenze alimentari, alle intolleranze e al benessere dell’ospite. Tutti i piatti in carta sono controllati rispettando un corretto bilanciamento tra proteine, grassi e fibre.

Il pranzo è studiato per esser veloce, leggero e gustoso, per andare incontro alle esigenze di chi ha poco tempo per mangiare ma vuole comunque concedersi una mezz’ora di break dal caos quotidiano.

Due sono le formule proposte da Settimo che permettono di mangiare in circa quaranta minuti: un menu a € 29 e uno a € 34, in cui si può scegliere fra due o tre piatti con acqua e caffè. Sono sempre presenti piatti del giorno oltre ai club sandwich golosi e preparati espressi, insieme alle insalate e proposte vegetariane e vegane.

La cena, con una carta ampia e variegata, è il momento ideale per rilassarsi lasciandosi cullare dai profumi del territorio. Tutto viene realizzato in casa, come la pasticceria curata dalla giovane e talentuosa pastry chef Beatrice Baccano.

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“Il fornitore fa parte della brigata. Lo considero parte del team di cucina, per questo mi affido solamente a produttori selezionati. Con lui deve esserci soprattutto fiducia, come con tutti i miei collaboratori”

chef Giuseppe D’Alessio

Il menù di Settimo

Tra i piatti in carta alcuni sono ormai diventati dei “must”. Tra questi il Supplì (classico street food capitolino realizzato con riso Vialone Nano, carne di prima scelta, avvolto in una panatura molto croccante e servito in una boule di ceramica con una gustosa salsa al pecorino). Immancabile il Tonnarello Cacio e Pepe (con pasta all’uovo fatta in casa, pepe Sarawak e Pecorino di grotta, dal sapore intenso ma non salato). In menu anche i Saltimbocca alla romana (con filetto di vitello, prosciutto  di Parma – scelto perché molto dolce e cede poca sapidità alla carne con cui è lasciato in osmosi per 24 ore – e la salvia, con cicoria ripassata e cipolla stufata).

A questi si affiancano piatti di più raffinata concezione come l’Ombrina in padella, guazzetto leggero, pomodorini, patate, capperi, olive taggiasche o le Mazzancolle marinate con olio di trombolotto dell’azienda Fabio Stivali di Sermoneta (una salsa a base di olio, limone ed erbe aromatiche creata dai monaci dell’abbazia di Valvisciolo a Sermoneta, che prende il nome da un antico limone della zona).

E ancora il Trancio di tonno sashimi leggermente scottato con salsa alla cacciatora servito con foglie di spinacino croccanti o il Pollo con i peperoni proposto in due cotture diverse ma marinate insieme e con il peperone, in crema e arrostito.

Fiore all’occhiello del menu è la selezione quotidiana di piatti più veraci “7 Giorni Settimo”, basata sulla tradizione romana: il lunedì Polpette di bollito al sugo, il martedì Seppie con carciofi e mentuccia, il mercoledì Maltagliati e fagioli, il giovedì Gnocchi alla romana, il venerdì Fritto di pesce, il sabato Trippa, la domenica Strozzapreti alla gricia.

Far avvicinare i turisti stranieri alla cultura gastronomica italiana può non esser facile. – racconta lo chef – Spesso sono abituati a sapori molto differenti perché la cucina italiana all’estero viene modificata secondo le esigenze locali. Il nostro compito è proprio quello di raccontare ai nostri clienti la storia dei nostri prodotti, guidandoli attraverso il gusto. Perché la storia di un popolo passa anche attraverso il cibo”.

Tra i dolci protagonista assoluta è la crostata con ricotta e visciole, tradizionale dessert capitolino di origine giudaico-romanesca. A completare la proposta un’ottima carta dei vini che comprende un vasto numero di etichette italiane e internazionali.

Il cocktail bar

“Il bartender è, per me, da una parte uno show man e dall’altra il miglior amico dei suoi clienti”. – spiega Franco Bongiovanni, bar manager di Settimo – “Colui che crea un’armonia con l’ospite e diventa un punto di riferimento per chi ha voglia rilassarsi o semplicemente trascorrere una bella serata con gli amici. È l’anima del locale. Magari non lo vedi ma percepisci la sua capacità di creare la giusta atmosfera”.

L’ispirazione di Franco sono i bar statunitensi che hanno creato una figura quasi mitica: il mixologist che accoglie gli ospiti e instaura con loro un rapporto reale, anche se dura solo il tempo di una sera. L’empatia, fondamentale per creare il giusto feeling, è posta da lui al centro dell’esperienza di accoglienza di Settimo. Come per l’offerta gastronomica, infatti, anche il bar segue la stessa ispirazione. L’hostaria è un luogo con radici profonde nella cultura romana dove da sempre si beve e ci si ritrova. Anche qui l’oste e il barman accolgono gli ospiti, proponendo cocktail signature che sono un omaggio a Roma e alla sua ristorazione.

“Negli ultimi 20 anni c’è stata una evoluzione del gusto. Si è passati da pestati poco aromatici o da cocktail coloratissimi e dolci, come la Piña Colada, a cocktail più strutturati, più affilati, in cui gli ingredienti vanno a creare un nuovo inedito sapore grazie alla produzione home made di sciroppi, di liquori, di bitter.”

Oggi infatti il trend è l’home made, cioè farsi in casa sciroppi, bitter, infusi e distillati e non affidarsi ai prodotti commerciali. Un signature drink è, per esempio, interamente creato sull’uva: “Da Settimo”. Questo cocktail è composto da un gin al vino, sciroppo di vino, bitter alla grappa home made, marsala e punt-e-mes con un corallo di vino viola chiaro. Un drink simbolo della mixology espressa, estremamente elegante e nata per coinvolgere.

Ma ci sono altri ottimi cocktail da provare. Per esempio la versione della casa del classicissimo Martini. Al gin viene unito un vermouth rosso, a base di nebbiolo, con una mollica di Ubriaco cheese (cioè formaggio stagionato nelle botti di vino). Il “Luna di Miele” è un twist ispirato all’Old fashioned con bourbon, sciroppo di miele e habanero, un bitter al cioccolato. O ancora il “Sette Collins”, un cocktail a base di gin aromatizzato al carciofo e finocchio, succo di limone, bitter e soda fresco, leggero e seducente.

Il design

L’architetto parigino Jean-Philippe Nuel ha dato vita a un progetto che racconta la fusione tra cultura francese e italiana. Essendo vissuto lui stesso a Roma, ha potuto creare una suggestione estetica che simboleggiasse l’arte di vivere di due Paesi dalla cultura così sfaccettata.

L’ispirazione è venuta dalla posizione del ristorante, posto al settimo piano dell’hotel. Qui lo sguardo spazia fino a San Pietro da una parte, mentre dall’altra sembra farsi lambire dai pini di Villa Borghese e di Villa Medici. La natura entra in maniera preponderante nel locale. I temi del progetto sono il dialogo tra l’interno e l’esterno, la natura, la contemporaneità dello stile d’accoglienza e l’esaltazione della convivialità.

Via Lombardia 47, Roma
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