Levyta

Levyta: la pizza gourmet sbarca da Queen Makeda

Dopo il suo lungo peregrinare, la regina di Saba torna nel suo regno. Queen Makeda, sempre alla ricerca di tesori nascosti, reca con sé quello più prezioso: pizza fatta di trebbie di birre, ricetta segreta dell’isola di Levyta

Levyta nasce da Queen Makeda Grand Pub a completamento di un viaggio nel gusto raccontato attraverso le birre. Tutti i sensi sono coinvolti in una scoperta continua seppur semplice, immediata come quella della pizza, una pietanza antica che sa sempre stupire. Infatti, arrivare da Levyta significa migrare, attraverso i sapori, da oriente a occidente, lasciandosi andare a un gioco gastronomico, uscendo dagli schemi classici della ristorazione.

Far nascere la pizza dalla birra è stata la sfida di Pasquale De Lucia insieme ai suoi soci e con il supporto della Laurenzi Consulting di Dario Laurenzi, al suo fianco fin dall’apertura per sviluppare il format ristorativo di Queen Makeda Grand Pub. Infatti, Queen Makeda è nata cinque anni fa grazie alla passione per la birra artigianale di un gruppo di amici che desideravano creare un luogo in cui la cultura brassicola fosse al centro di tutto. La Laurenzi Consulting è stata determinante per ideare e dare forma concreta al format.

Quando è nata l’idea di aggiungere la pizza alla proposta di cucina, Pasquale e Dario si sono interrogati su come realizzare un prodotto che fosse in continuum ideale con il cuore concettuale del pub: in questo contesto, fare ricerca gastronomica doveva necessariamente coinvolgere la birra e lo studio del procedimento della produzione di questa bevanda ha dato la risposta.

Levyta - Queen Makeda

Quella di Levyta è una pizza che mixa farina e trebbie, cioè il residuo dell’estrazione a caldo dell’orzo germinato. Il risultato è dunque un alimento molto sano, ricco di fibre, fragrante e croccante grazie alla lunga lievitazione. La pizza viene poi guarnita con grandi prodotti del territorio come la ‘nduja e il caciocavallo o con ingredienti esotici e speziati. A ogni pizza corrisponde un abbinamento con una birra, suggerito direttamente in menu oppure dal preparatissimo personale di sala.

Queen Makeda Gran Pub si conferma, dunque, sempre più come un luogo dove abbinare dell’ottima birra a una cucina internazionale, con piatti che esaltano i sapori in un percorso attraverso culture gastronomiche di terre lontane, ispirandosi al grande viaggio che la Regina di Saba fece intorno al mondo alla ricerca di beni preziosi, spezie e aromi da portare in dono a Re Salomone.

Levyta prosegue questo percorso con la giusta ricetta per una pizza che faccia diventare la birra parte integrante dell’impasto sperimentando sapori sempre innovativi nelle farciture.

Levyta - queen makeda

 

 

L’isola di Levyta

Posta all’interno di Queen Makeda, Levyta si sviluppa su un’area separata, con un menu dedicato (consumabile solo in quest’area). In menu la pizza viene proposta insieme ai fritti come il fish & chips, le strisce di pollo con jelly di jalapeno, i supplì, le crocchette di patate e fiori di zucca. In carta anche i burger come il bacon cheeseburger, il chicken burger (con una sovracoscia marinata al curry thai) e la veggie pita (cioè una pita con falafel di ceci, verdure saltate, salsa yogurt e harissa).

Lo spazio di Levyta è caratterizzato dai toni del rosso scuro e dai disegni alle pareti che raccontano l’avventura della pizza, con una grande mappa del mondo immaginario sul soffitto. L’atmosfera qui è calda e rilassata, con mise en place su tavoli sociali in legno per favorire la convivialità e lo scambio o su tavoli classici in cemento e ferro.

Le pizze di Levyta

La Pizza di Levyta è composta da 2/3 di farina, un po’ di farina di riso e 1/3 di trebbie di birra per il sapore e la consistenza, a cui si unisce lievito madre, e birra Tripel, una belga alcolica che conferisce un gradevole retrogusto maltato. Viene messa in prima lievitazione e, una volta matura, si rimpasta con del lievito di birra e si fa lievitare nuovamente. In tutto, l’impasto lievita circa 36/48 ore. Trascorso questo lasso di tempo, si procede poi alla realizzazione delle pizze.

Questa pizza– racconta Gabriele Raimondi, lo chef pizzaiolo – sono ha una bontà particolare: le trebbie danno croccantezza all’impasto, il profumo della birra e esce fuori al taglio e ha un sapore leggermente amarognolo di luppolo e di malto. I condimenti sono posti quasi esclusivamente a freddo e questo fa si che la pizza rimanga sempre fragrante”.

Cosa sono le trebbie?

Le trebbie si ottengono da una “cotta di birra”, cioè dal procedimento di produzione della birra definito, appunto, “fare la cotta”. Si parte da un miscuglio di acqua e orzo maltato che viene fatto bollire ottenendo così il malto. Quest’ultimo viene messo in una centrifuga per separarlo dai residui dell’orzo che diventano trebbie, ricche di fibre. Dopo una prima bollitura, vengono aggiunti gli elementi che caratterizzano la birra (come le spezie o le scorze degli agrumi). Alla fine va in fermentazione dopo aver aggiunto il lievito che farà maturare la birra. Rimane qui, a seconda del tipo di birra che si vuole ottenere, dalle due settimane fino ad un mese, per poi essere imbottigliata o infustata.

Si tratta del residuo dei malti esausti dopo il processo di birrificazione, per cui delle fibre risultanti dopo la “cotta” iniziale a base di acqua e malti.

Dal processo di creazione della birra, nasce l’idea di questa pizza che utilizza trebbie per dare un sapore e una consistenza più decisi e caratterizzanti. Per i condimenti, poi, si segue la filosofia propria di Queen Makeda Grand Pub: viaggiare e mai annoiare!

Tra le varietà di pizza infatti, si trovano ingredienti romani e italiani, con tocchi internazionali e a ogni pizza corrisponde (ovviamente!) una birra in abbinamento. Ecco dunque, le pizze Signature come quella con “Zucca e funghi”, condita a crudo con ricotta vaccina, fior di latte, zucca al forno, funghi shitake e orecchie di Giuda e abbinata a una Saison, quella al “Polpo grigliato” con pomodorini, kimchi e maionese di polpo abbinata a una Stout; le pizze Ricche come la “Puntarelle e salsa di alici”, la “Mortadella e burrata” con mortadella, burrata e granella di pistacchio, abbinata a una Gose, o “Patate alla ‘nduja” con patate lesse alla ‘nduja, caciocavallo e salsa al prezzemolo, abbinata a una Ipa. E ancora le Semplici come “Bufala e datterino” con mozzarella di bufala, pomodori datterini alla brace e salsa al basilico o “Jamon Serrano” con pomodoro strusciato e prosciutto.

La proprietà

Levyta e, prima di lei, Queen Makeda, nascono dall’idea di Pasquale De Lucia sempre in giro per l’Italia grazie al suo lavoro nella finanza. Infatti, fino al 2013, Pasquale si muove in ambito bancario-finanziario trasferendosi a Milano. Dopo 20 anni, comincia a maturare l’idea di un nuovo progetto, alla ricerca di nuovi stimoli. Una grande passione, pian piano si fa strada, tanto da travolgere la sua vita passata: quella per il cibo e soprattutto per la birra artigianale.

Ne parla con alcuni amici, amanti come lui del buon bere e del buon mangiare, e, insieme a loro, decide di lanciarsi in un’avventura che sapesse di buono. Una strada lunga e difficile costruita insieme alla Laurenzi Consulting che ha sposato fin da subito il progetto con entusiasmo, lavorando insieme al concept che raccontasse al meglio questa grande dedizione. Così, dopo il Grand Pub arriva la pizzeria a chiudere il cerchio di una proposta gastronomica completa e accogliente.

Levyta - Queen Makeda

 

Il Queen Makeda Grand Pub

La proposta Gastronomica

La linea di cucina del Queen Makeda non si ferma alle pizze, ai fritti e Burger di Levyta ma prosegue il viaggio. La proposta è varia e composita dai Fritti, dagli Smørrebrød, dal Grill, dal Wok e dai Burger. I fritti internazionali sono tra i piatti storici del Queen Makeda. In menu si trovano infatti i Pakora (polpette di verdure e legumi speziate) e lo Yucca stick, un tubero del Sud America servito con la salsa piccante al mango.

Gli Smørrebrød sono invece un piatto danese con pane di segale artigianale, burri aromatizzati con topping di pesce affumicato (sgombro, salmone, aringa), carne (roastbeef) o vegetariano (rapa rossa).

Grande importanza viene data al Wok, un piatto unico con cereali, proteine e verdure. Tra i più richiesti, ad esempio, le tagliatelle di riso o i tonnarelli classici con manzo o con verdure. Immancabile il Pad Thai, un piatto tipico thailandese, con tagliatelle di riso, uova strapazzate, gamberi, cipollotto, germogli di soia, noccioline, lime e salsa al tamarindo. Tra i cavalli di battaglia anche i Tonnarelli (d’ispirazione cinese) con maiale marinato in salsa doubanjiang di fave fermentate, verdure croccanti, funghi shiitake e funghi orecchie di Giuda e il Manzo Stufato speziato al berberè con riso al vapore.

La carta del Grill comprende proposte di carne e pesce. Dagli spiedi marinati alle erbe al girarrosto, dal galletto marinato con birra stout e pepe aji panca, alla picanha con salsa chimichurri. Due le tipologie di burger: classico con manzo con bacon cheese o fusion, come quello “veggie” con pita, falafel di ceci, verdure e harissa, o come il Chicken burger marinato al curry.

La linea di pasticceria è fatta interamente in casa. Il dolce caratteristico è il tiramisù alla birra. Le altre proposte sono la Makeda Cheesecake con frutta esotica, la Namelaka a base di caco, mousse alle castagne, panna e meringhe e la Sacher.

La birra

La birra è la protagonista del Queen Makeda Grand Pub. In carta una selezione di circa 30 birre artigianali alla spina, in continua rotazione più una selezione targata Queen Makeda realizzata dal birrificio Free Lions. Una scelta dettata dalla volontà di far scoprire nuove sperimentazioni e Beer Firm emergenti, garantendo sempre in carta le tipologie e gli stili più rappresentativi. L’obiettivo è quello di regalare la possibilità di divertirsi, assaggiando, abbinando, esplorando.

Ben 15 gli stili sempre presenti in Tap List: dalle Indian Pale Ale alle Barley Wine (dal sapore e dal tasso alcolico simile al vino) fino alle Weizen, Saison, Lambic.

Il Kaiten & la Beer Mixology

Altra dinamica offerta è quella dell’aperitivo al kaiten, il nastro scorrevole che trasporta gli assaggi provenienti dalla cucina. Infatti la proposta di mixology prevede dei signature drink che esaltano il concetto di viaggio, con contaminazioni di sapori e, naturalmente, birra!

Così ecco lo Spritz Makeda con aperol, campari, prosecco e golden ale e l’Americano Makeda con campari, vermouth rosso, bock beer.  E ancora il Kraken Sour con Botafogo, arancia, cannella, lime e saison Beer o Makeda Mule con vodka, king’s ginger, lime e belgian beer. Non mancano, su richiesta, anche tutti i cocktail classici.

Così, tutti i giorni, dalle 18:00 alle 20:00, si può prendere una birra o un drink accompagnati con assaggi illimitati presenti sul nastro kaiten. Tra le proposte finger food caldi e freddi, mini fritti, mini smørrebrød, wrap, pizza e altri piccoli sfizi.

Inoltre si può arrivare dopo cena per sorseggiare semplicemente un cocktail o sedersi al grande bancone, chiacchierando con i barman.

Il brunch domenicale

La domenica, dalle 12:30 alle 16:00, il Queen Makeda accoglie gli ospiti con il Grand Brunch con Sunday roast e buffet dei dolci sul Kaiten. E poi succhi freschi e caffè americano a volontà.

Il brunch è l’occasione ideale per un momento di relax per adulti e bambini, anche grazie al team di animatori messo a disposizione delle famiglie.

Infine il Bamboo Garden è invece lo spazio ideale per gli eventi, sia per i privati che per le cene aziendali.

Via di S. Saba 11
00153, Roma
Tel: 06 575 9608
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